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Come si fa l'olio extravergine: dalla raccolta alla bottiglia, ogni passaggio

28 maggio 2026

Come si fa l'olio extravergine: dalla raccolta alla bottiglia, ogni passaggio

Ti sei mai chiesto come si fa l'olio extravergine? Dietro a una bottiglia c'è un anno di lavoro, decine di scelte tecniche e una manciata di ore decisive in frantoio. Ti raccontiamo il processo completo, come lo facciamo a Circello da quattro generazioni.

Prima fase: la pianta e l'oliveto (tutto l'anno)

L'olio inizia nove mesi prima della raccolta: con la cura dell'oliveto.

  • Potatura invernale (gennaio-marzo): regola la chioma, favorisce la luce, prepara la produzione
  • Sovesci e concimazione organica: legumi seminati tra gli olivi che fissano azoto nel suolo. Niente concimi chimici.
  • Difesa fitosanitaria: nel biologico, monitoraggio costante della mosca olearia (Bactrocera oleae), principale nemica delle olive, e trattamenti con prodotti naturali (caolino, esche proteiche)
  • Irrigazione di soccorso nei mesi più caldi se l'estate è estrema

Seconda fase: la maturazione delle olive (agosto-novembre)

Le olive cambiano composizione man mano che maturano. Le tre trasformazioni chiave:

  • Diminuzione della clorofilla: il colore passa dal verde brillante al verde-paglia al violaceo al nero
  • Incremento dei polifenoli fino a un picco, poi calo se la maturazione avanza troppo
  • Aumento del contenuto in olio: una drupa verde acerba ha meno olio di una drupa matura

Il momento ideale per la raccolta è un compromesso: un po' prima del picco di olio (per massimizzare polifenoli) ma non troppo presto (rese basse). Ogni cultivar ha la sua finestra: per noi l'Ortice è fine ottobre, il Leccino qualche giorno dopo.

Terza fase: la raccolta (ottobre-dicembre)

Tre metodi principali:

  • Brucatura a mano: il top per qualità — niente danneggiamento — ma costosa. La usiamo per i nostri monovarietali.
  • Pettinatura meccanica: pettini elettrici, le olive cadono sulle reti. Compromesso buono qualità/efficienza.
  • Scuotitura: una macchina scuote l'albero, le olive cadono. Più veloce, ma più impatto sulla pianta.

Le olive vanno al frantoio entro poche ore: ogni ora che passa, alcuni polifenoli si degradano e l'acidità sale. L'ideale è effettuare la molitura tutte le sere con le olive raccolte in giornata.

Quarta fase: il frantoio (lo stesso giorno)

Il processo in frantoio è quello dove si fa o si rovina un olio:

  1. Defogliazione e lavaggio: una macchina rimuove foglie, terra, ramoscelli. Le olive vengono lavate con acqua pulita. Le moderne lavatrici prevedono una doccia finale con acqua pulita.
  2. Frangitura: le olive vengono frantumate. Macine in pietra (tradizionali, oggi rare) o frangitori a martelli (più diffusi, efficienti).
  3. Gramolatura: la pasta di olive ottenuta viene mescolata lentamente per 30-40 minuti, a temperatura controllata sotto i 27°C. È la fase critica: il calore qui rovinerebbe i polifenoli.
  4. Estrazione: una centrifuga (decanter) separa l'olio dall'acqua di vegetazione e dalla sansa. Niente solventi, niente pressione: solo forza centrifuga.

Regola d'oro: temperatura ≤ 27°C in tutto il processo. È il limite legale per poter dichiarare "estrazione a freddo".

Quinta fase: il filtraggio (subito dopo)

L'olio appena estratto è torbido: contiene microparticelle di mosto, acqua di vegetazione, frammenti vegetali. Lasciarlo torbido è una scelta che può sembrare "naturale" ma a livello tecnico causa problemi:

  • I residui fermentano col tempo, generando difetti sensoriali (riscaldo, morchia)
  • L'acqua di vegetazione residua accelera l'ossidazione
  • Dopo 2-3 mesi il sedimento si depositra rendendo l'olio meno gradevole

I produttori seri filtrano con filtri a cartone o a luce naturale, mantenendo intatti gli aromi e prolungando la shelf life.

Sesta fase: la conservazione (mesi)

L'olio appena fatto va conservato in serbatoi di acciaio inox, sotto coperta di gas inerte (azoto o argon) per prevenire l'ossidazione. Alternativa: serbatoi sempre pieni con tappi a galleggiante che impediscono il contatto con l'aria.

Temperatura ideale del magazzino: 14-18°C, stabile, al buio. Sopra i 20°C tutti i processi degradativi accelerano sensibilmente.

Settima fase: l'imbottigliamento (su richiesta)

I nostri oli vengono imbottigliati solo quando ordinati o in piccole partite, per garantire freschezza. La bottiglia (vetro scuro) o la lattina (metallo) protegge dall'ossidazione e dalla luce.

Sulla bottiglia trovi:

  • Categoria («olio extravergine di oliva»)
  • Origine (paese, regione o zona DOP)
  • Annata di raccolta
  • Numero del lotto (tracciabilità)
  • Termine minimo di conservazione (18-24 mesi)

Domande frequenti

Quanto tempo passa tra raccolta delle olive e imbottigliamento?

La frangitura avviene entro poche ore dalla raccolta (idealmente la sera stessa). L'olio resta poi alcuni mesi nei serbatoi di acciaio inox per stabilizzarsi e perdere torbidezza naturale. L'imbottigliamento avviene solitamente da gennaio in poi, e può proseguire tutto l'anno seguente.

Cosa significa «estrazione a freddo»?

Significa che durante la gramolatura e l'estrazione la temperatura della pasta di olive resta sotto i 27°C. È un limite legale: oltre questa temperatura i polifenoli più delicati si degradano. "Spremitura a freddo" è una variante del termine usata per i frantoi a sistema discontinuo (con presse).

L'olio estratto a freddo è migliore di quello estratto a caldo?

Sì, decisamente. L'estrazione a caldo aumenta la resa (più olio dalla stessa quantità di olive) ma degrada i polifenoli, l'aroma e le proprietà nutrizionali. Solo "a freddo" si può chiamare extravergine di qualità.

Perché alcuni produttori non filtrano?

Spesso per ragioni di marketing ("olio grezzo, naturale"). A livello tecnico, il filtraggio aumenta stabilità e shelf life dell'olio. Un olio non filtrato è gradevole nei primi 2-3 mesi, poi i residui di mosto fermentano causando difetti.

Quanti litri di olio si ottengono da un kg di olive?

Dipende dalla varietà, dalla maturazione e dall'annata. Mediamente: 12-18 litri di olio per 100 kg di olive. Le cultivar autoctone come l'Ortice tendono ad avere rese più basse (più qualità, meno quantità) rispetto a varietà di pianura.